giovedì 17 marzo 2011

Cultura e Coscienza #2

Delfini, persone non umane


Quando ci soffermiamo a pensare quale animale sia il più simile possibile all'essere umano, la risposta che sorge spontanea è "la scimmia". Alcuni primati sono incredibilmente simili a noi, sia per quanto riguarda il loro patrimonio genetico che per le loro abitudini.
Vediamo scimmie che utilizzano una varietà di strumenti ricavati dall'ambiente che le circonda, le vediamo interagire a livello primitivo come supponiamo facessero i nostri antenati, e guardandole negli occhi ci pare di scorgere quel barlume di intelligenza che contraddistingue la razza umana.
Tuttavia le scimmie, per quanto simili a noi, non hanno il primato dell'intelligenza nel regno animale. E' facile paragonarle a noi perchè sono incredibilmente simili fisicamente all'essere umano, ma questo non fa di loro le creature più intelligenti.
L'animale più intelligente dopo l'essere umano è un altro mammifero, ma non è un primate: è il delfino. Nel corso degli ultimi decenni si sono susseguiti una serie di studi sui comportamenti, la socialità e l'intelligenza dei delfini, studi che hanno contribuito a classificare il delfino come la specie animale più intelligente dopo il genere umano.
E, forse, sarebbe bene iniziare a trattarli come "persone non umane", come suggerisce il TimesOnline.
Analizziamo più profondamente questo mammifero incredibile. I delfini risultano essere più intelligenti di ogni scimmia conosciuta: parlano diversi dialetti pur mantenendo una lingua comune a tutti i gruppi di delfini del mondo; sono in grado di inventarsi giochi e meccanismi di intrattenimento per il puro piacere di divertirsi; sanno distinguere situazioni di pericolo per altri esseri viventi, dimostrando un'empatia assolutamente non comune a nessun altro essere vivente.
Come sostiene Lori Marino, zoologa della Emory University di Atlanta : "Molti delfini hanno un cervello più grande del nostro e secondo per massa solo al cervello umano". Marino ha utilizzato la risonanza magnetica per effettuare scansioni e mappe del cervello dei delfini, facendo poi comparazioni con i cervelli dei primati. Il risultato ottenuto è questo: "La neuroanatonomia suggerisce analogie psicologiche tra umani e delfini ed ha gravi implicazioni sulle interazioni tra esseri umani e delfini".
Documentandosi quel poco che serve sulla pesca negli oceani, emerge infatti un dato allarmante: stiamo progressivamente sterminando la specie più evoluta sul pianeta dopo l'essere umano. Ogni anno vengono uccisi 300.000 cetacei, tra delfini e balene. Se poi parliamo delle analogie che questi straordinari mammiferi hanno con l'essere umano, stiamo commettendo dei veri e propri omicidi.
I delfini possono raggiungere l'intelligenza di un bambino di 3 anni, e la stessa complessità emotiva, se non superiore, della loro controparte umana. Sofrono come noi, gioiscono come noi, si divertono come noi.
Alcuni studi hanno inoltre dimostrato come i delfini abbiano diverse e distinte personalità, coscienza di se stessi e riescano a pensare al futuro, caratteristiche che solo pochissimi altri animali manifestano.
Nello studio condotto da Diana Reiss, professore di psicologia all' Hunter College della University of New York, mostra ad esempio come alcuni tipi di delfini possano riconoscersi guardandosi allo specchio, e usare il proprio riflesso per controllare alcune parti del proprio corpo. Fino a poco tempo fa si riteneva che questa abilità fosse propria solo dell'essere umano e di alcune grandi scimmie, ma scopriamo ora che un animale spesso considerato solo "brillante" e "divertente" ha molte più caratteristiche in comune con noi che i nostri stessi progenitori.
I delfini possono inoltre risolvere problemi complessi, cooperare tra di loro e creare complesse strutture sociali che implicano la presenza di un altissimo livello di emotività e di capacità intellettiva. Un esempio potrebbe essere quello di alcuni delfini australiani, che hanno imparato (ed insegnano agli altri esemplari) a tenere sul muso delle spugne quando sono alla ricerca di pesci spinosi per nutrirsi.

martedì 15 marzo 2011

Rubrica: I miti

Federica Pellegrini

Nata a Mirano nel 1988 da madre veneziana e padre legnaghese, inizia a nuotare nel 1995 e, dopo i primi successi conseguiti sotto la guida di Max Di Mito alla Serenissima Nuoto di Mestre, passa alla DDS di Settimo Milanese, trasferendosi daSpinea (Provincia di Venezia), dove era cresciuta e dove vive ancora la sua famiglia, aMilano.
Nel corso del 2004, nonostante la giovane età, emerge come una delle atlete italiane della vasca più forti.
Ad Atene 2004 vince la medaglia d'argento nei 200 metri stile libero; questo risultato vede il ritorno sul podio olimpico di una nuotatrice italiana dopo 32 anni dall'exploit diNovella Calligaris. Nelle semifinali della stessa gara l'atleta realizza il miglior tempo della competizione (1'58"02), superando il precedente record nazionale. Diventa così, a 16 anni e 12 giorni, la più giovane atleta italiana a salire su un podio olimpico individuale. Le Olimpiadi di Atene la vedono anche gareggiare, ma senza qualificarsi, per la finale nei 100 metri stile libero (10º posto finale).
Ai mondiali di nuoto del 2005, svoltisi a Montreal (Canada), ripete lo stesso risultato di Atene, ottenendo il secondo posto nei 200 metri stile libero. Questo risultato, però, al contrario del secondo posto di Atene, causa forte delusione all'atleta,[senza fonte]che a marzo aveva ottenuto il miglior tempo dell'anno, rimasto tale anche dopo la finale mondiale. Il tempo di 1'57"92, ottenuto in finale dalla veneziana, è peggiore di 7 decimi di secondo rispetto al tempo utile alla francese Solenne Figues per vincere l'oro, e 8 decimi in più del tempo ottenuto nel marzo precedente.
Agli Europei di nuoto del 2006 a Budapest (Ungheria), non partecipa ai 100 metri stile libero e nei 200 metri stile libero si ferma alle batterie, in quanto consapevole del proprio stato di forma precario, a causa di un problema alla spalla. Lascia così ad altre atlete la possibilità di andare avanti nei turni, sapendo che in ogni caso lei non sarebbe stata soddisfatta del risultato.
Dopo gli Europei 2006 decide di cambiare allenatore, passando da Massimiliano Di Mito ad Alberto Castagnetti, Commissario Tecnico della nazionale e allenatore capo del Centro Federale di Verona. Federica, però, ufficialmente, fa parte del Circolo Canottieri Aniene di Roma.
Ai mondiali di Melbourne del 2007 il 24 marzo 2007 stabilisce il record italiano nei 400 metri stile libero con il tempo di 4'06"51. Tre giorni dopo ottiene il record del mondo nella semifinale dei 200 metri stile libero con il tempo di 1'56"47, battuto però meno di 24 ore dopo dalla rivale francese Laure Manaudou nella finale, in cui la Pellegrini arriva terza.
Negli Europei di nuoto del 2008 ad Eindhoven (Olanda), dopo la cocente delusione per la squalifica nella sua gara preferita, i 200 metri stile libero, a causa del grave errore di un giudice, già noto per altre squalifiche dubbie contro italiani[1] (sembra essere il giudice spagnolo Wucherfanning Alfonso, presente in vasca anche nella squalifica di Loris Facci[2]), si riprende appieno con argento e bronzo nelle due staffette, rispettivamente 4 x 100m sl e 4 x 200m sl, e con una grande prestazione nei 400m sl, nei quali consegue finalmente un oro in vasca lunga, stabilendo il record del mondo col tempo di 4'01"53.
Alle Olimpiadi di Pechino, l'11 agosto 2008, nella gara dei 400m sl conclude soltanto al quinto posto con 4'04"56, nonostante in qualifica avesse fatto registrare il nuovo record olimpico in 4'02"19; ma nel pomeriggio dello stesso giorno realizza il record del mondo nella batteria di qualificazione dei 200m sl con il tempo di 1'55"45. Il 13 agosto 2008 vince i 200m sl con il tempo di 1'54"82, nuovo record del mondo. Passata seconda ai 50 metri, conquista la testa alla virata dei 100 e resiste al recupero delle avversarie nelle ultime due vasche.
Il 14 dicembre 2008, ai Campionati europei di nuoto in vasca corta di Fiume (Croazia), nei 200 metri stile libero vince l'oro, stabilendo il nuovo record mondiale (1'51"85).
L' 8 marzo 2009, in occasione degli assoluti primaverili, ferma il cronometro a 1'54"47 nei 200m stile libero, segnando, ancora una volta, un record mondiale.
Il 27 giugno 2009, durante i Giochi del Mediterraneo 2009 a Pescara, stabilisce il record mondiale dei 400 metri stile libero con il tempo di 4'00"41, dopo una gara condotta completamente in solitaria.
Il 26 luglio 2009, ai Campionati del mondo di nuoto a Roma, conquista la medaglia d'oro nei 400m stile libero femminili con il tempo di 3'59"15, stabilendo così il nuovo record del mondo della specialità, prima donna al mondo a scendere sotto i quattro minuti.[3] Due giorni dopo stabilisce il nuovo record mondiale dei 200m stile libero femminili, dominando in 1'53"67 la prima semifinale ai Mondiali di Roma 2009, segnando quindi il nono record del mondo prima dei 21 anni e migliorando il suo precedente record di 1'54"47, stabilito lo scorso 8 marzo agli Assoluti primaverili di Riccione.[4] Il 28 luglio 2009. Negli stessi Campionati, vince poi la finale dei 200 metri stile libero, raggiungendo il suo secondo oro nella competizione mondiale e migliorando ulteriormente il record del mondo del giorno precedente, che le apparteneva, con il tempo di 1'52"98.[5][6] Il 30 luglio, nella staffetta 4 x 200m degli stessi campionati, pur non vincendo, riesce a trascinare la squadra e a farla arrivare quarta, dall'ottavo posto in cui l'Italia si trovava prima della sua frazione, diventando così protagonista di un'incredibile rimonta.
Il 13 dicembre 2009, ai Campionati europei di nuoto in vasca corta di Istanbul, nei 200 metri stile libero vince ancora la medaglia d'oro, stabilendo un nuovo record mondiale (1'51"17).
L'11 agosto 2010, nel corso dei Campionati europei di Budapest, affronta per la prima volta una gara internazionale sugli 800 metri, distanza nuotata in giovane età e poi abbandonata in favore delle distanze più brevi; al termine, ottiene la medaglia di bronzo.
In vista dei Mondiali di Shangai e delle Olimpiadi di Londra, l'intenzione della Pellegrini sarebbe di aggiungere anche i 100 metri alla lista delle gare da affrontare.
Il 14 agosto 2010 Federica conquista la medaglia d'oro agli europei di nuoto di Budapest nei 200 stile libero.
È legata sentimentalmente al nuotatore Luca Marin.
Infine il video della sua gara più bella (secondo me)...la medaglia d'oro ai mondiali di Roma del 2009 


Katrin

lunedì 14 marzo 2011

News !!


Europei tuffi: Cagnotto e Dallapè per la terza volta sul tetto d'Europa

Stu_torino2009.it_cagnotto_marconi_001orelle d'Italia. E' finita con gli oltre mille tifosi in festa alla piscina Monumentale di Torino, che cantavano l'inno nazionale e sventolavano i tricolori in tribuna (calcolate oltre diecimila presenze nelle sei giornate di gara). L'ultima giornata della seconda edizione della rassegna continentale di tuffi si è tinta d'azzurro e del colore più bello: l'oro conquistato da Tania Cagnotto (già oro da un metro e bronzo da tre metri qui a Torino) e la "sorella" Francesca Dallapè dai tre metri sincro, specialità che le vede da tre anni consecutivamente leader incontrastate in Europa e argento mondiale conquistato a Roma 2009, da difendere il prossimo luglio nella rassegna iridata di Shanghai contro le leader cinesi.

E' stata una gara all'ultimo respiro: prime dopo gli obbligatori, la coppia azzurra - che si allena tre volte a settimana al Polo di Bolzano, guidata dal Cittì Cagnotto e dal tecnico federale Giuliana Aor, e che ha svolto uno stage nel mese scorso a Sydney insieme al campione del mondo Matthew Mitcham - ha perso la prima posizione a dispetto delle russe Bazhina/Philippova dopo il terzo salto, quel doppio e mezzo indietro che è il loro tallone d'achille, giudicato con 63 punti. Era il momento di tirare fuori tutte le energie, di scalare la classifica attraverso la sincronia e pulizia del gesto atletico che ne hanno caratterizzato le prestazioni internazionali negli ultimi tre anni. Così è stato. Prima un doppio e mezzo con un avvitamento carpiato da favola (78,30) e poi un doppio e mezzo ritornato carpiato all'ultimo turno (72,90) schianta le russe e le riporta in testa con 320,40 punti.
Per le russe Bazhina/Philippova tre punti di distacco (317,13) e argento europeo; terze le tedesche Dieckow/Freitag con 295,50 punti. "Sono contentissima per la gara, siamo partite molto bene ed è molto importante. Dopo il terzo tuffo(doppio e mezzo indietro carpiato) ci siamo trovate in svantaggio di sei punti: ci siamo guardate e abbiamo capito che gli ultimi due tuffi dovevano essere molto buoni. Abbiamo tirato fuori il carattere e siamo riuscite a mantenere l'adeguata serenità - dichiara la Cagnotto - Io guardo sempre il tabellone, Francesca no; non era comunque difficile accorgersi di come stava andando la gara delle avversarie dai boati del pubblico, che è stato caloroso come due anni fa e ci ha dato una carica incredibile. Ormai questo è il terzo europeo consecutivo che vinciamo: ogni gara è una nuova emozione oltre ad un bagaglio di esperienza non paragonabile a quello che ti può dare un allenamento. La nostra amicizia dura da tanti anni ed è sempre più solida, ci basta uno sguardo per capirci e in gara sappiamo tranquillizzarci a vicenda e darci la carica giusta nei momenti di difficoltà. Festeggerò queste due vittorie tornando a casa per due giorni - conclude la regina dei tuffi italiani, bronzo iridato dal trampolino a Montreal 2005, Melbourne 2007, Roma 2009 - Giovedì partiremo per la Russia dove disputeremo le Word Series insieme ad atlete di tutto il mondo: è il momento di guardare fuori dall'Europa e la presenza di cinesi, canadesi e australiane sarà prezioso per continuare a migliorare. Queste gare ci serviranno per rifinire la preparazione in vista dei mondiali di Shanghai 2011, nostro prossimo importante obiettivo: contiamo di ottenere la qualificazione olimpica piazzandoci tra le prime 4 squadre, in modo da poterci allenare con serenità in vista di Londra 2012". Visibilmente soddisfatta Francesca Dallapè racconta la sua gara: "Questo oro per me è stato molto diverso da quello vinto sempre qui a Torino nel 2009, quella era la mia prima medaglia importante e mi ha dato un'emozione indescrivibile, questa la vivo più come una liberazione: a Tania non l'avevo detto, ma non mi sarei accontentata di salire su un altro gradino del podio - spiega la venticinquenne di Esercito e Buonconsiglio Nuoto - Non è stato facile per me gareggiare l'ultimo giorno, sentivo la tensione salire ma sono riuscita a controllarla.
La mia preoccupazione era dovuta soprattutto al doppio e mezzo indietro carpiato, il terzo tuffo: già due anni fa l'avevo sbagliato, quest'anno ho limitato i danni. Poi non ho voluto guardare il tabellone, Tania mi ha un po' ingannata dicendomi che eravamo poco dietro alle russe, invece sei punti non sono pochi; negli ultimi due turni abbiamo mantenuto la tranquillità e tirato fuori la grinta che sappiamo di avere insieme. La riuscita di questo sincro è dovuta ad una buona preparazione a livello individuale e ad una complicità, sul trampolino e nella vita, che ci lega da anni; voglio anche ringraziare il pubblico di Torino, caloroso come due anni fa: ci ha sostenuto e dato la carica giusta".
"Quattro le medaglie (tre ori e un bronzo) continentali, rappresentano un bottino di tutto rispetto considerando l'alto valore tecnico di questa seconda rassegna continentale di specialità - sostiene il Cittì Giorgio Cagnotto - L'oro di Tania e Francesca lo dimostra: dopo il doppio e mezzo indietro carpiato la vittoria sembrava impossibile, ma le ragazze sono state molto brave a mantenere la calma. Il quarto tuffo di Francesca è stato strepitoso, un doppio e mezzo in avanti carpiato che le è valso il 9, Tania è stata decisamente meglio di ieri pur non essendo impeccabile. Le ragazze hanno ancora una volta dimostrato carattere riuscendo a fare la cosa giusta al momento giusto. Sono molto contento per come si è comportata tutta la squadra italiana durante questo campionato europeo: in questo periodo c'è un ricambio generazionale, la squadra è affiatata e sempre più numerosa e ci sono ottime prospettive di crescita non solo per le medagliate. Tengo anche a ringraziare la mia città, Torino, che ancora una volta ha dimostrato grande attaccamento allo sport e al mondo dei tuffi".
Da Roma giungono i complimente del Presidente della Federnuoto Paolo Barelli: "Noemi Batki ha aperto gli Europei con un risultato prestigioso, poi è stato il momento della Cagnotto ed infine quello della nostra coppia più affidabile Cagnotto/Dalapè. Siamo orgogliosi del lavoro svolto nel periodo invernale - sostiene il Presidente Paolo Barelli - Gli Azzurri hanno sostenuto stage all'estero e molteplici raduni collegiali nei nostri centri di riferimento tesi al miglioramento delle condizioni tecniche e fisiche. Ora si potrà preparare con maggiore serenità e consapevolezza il Mondiale di Shanghai, dove cercheremo di centrare altre qualificazioni olimpiche dopo quella della Batki. Regaleremo le medaglie d'oro del sincro trampolino femminile al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sarà il nostro modesto omaggio per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Complimenti a tutti e soprattutto alla Città di Torino, al Comitato Piemonte e a tutte le società coinvolte nell'organizzazione dell'evento".
NELLA FINALE DALLA PIATTAFORMA MASCHILE. Domina la Germania: Sascha Klein esegue una serie di tuffi con coefficienti altissimi (3.2, 3.7, 3.5, 3.6, 3.3, 3.6), conduce tutta la gara e va a vincere con 515,05 punti. Secondo il connazionale Patrick Hausding, con un punteggio di 506,10. La coppia tedesca aveva già vinto ieri la gara del sincro dalla piattaforma con 467,16 punti, davanti alla coppia ucraina Bondar/Gorshkovozov e alla coppia russa Minibaev/Zakharov. Terzo si piazza l'ucraino Oleksandr Bondar, già medaglia d'argento nel sincro. Gli italiani Maicol Scuttari e Mattia Placidi, entrambi ventenni, si piazzano rispettivamente undicesimo e dodicesimo. Scuttari oscilla tra la nona e la decima posizione fino al penultimo tuffo, poi nell'ultimo tuffo, un triplo e mezzo indietro avvitato, apre troppo e totalizza un 39,62 punti, scivolando in penultima posizione con un totale di 393,45 punti, circa 17 punti in meno rispetto alle eliminatorie.
"Sono dispiaciuto per l'ultimo tuffo - dichiara l'atleta bolzanino - sono partito più forte del solito e ho aperto troppo presto. Dopo il penultimo tuffo ho commesso l'errore di guardare il tabellone dei punteggi e mi sono emozionato troppo. Peccato, con l'ultimo tuffo come quello di stamattina avrei totalizzato circa 440 punti e sarei arrivato settimo: non male per un primo europeo. Adesso ricomincerò a lavorare sodo, so di avere ampi margini di miglioramento; in passato non mi sono impegnato al massimo e dopo la meritata "tirata d'orecchie" del mio cittì Giorgio Cagnotto sono motivato a dare il meglio di me".
Mattia Placidi, dodicesimo per tutta la gara, finisce con 347,45 punti e lamenta un dolore al braccio destro: "Stamattina sono riuscito a totalizzare quasi 399,40 punti, oggi pomeriggio il mio fisico non ha retto, il braccio mi faceva troppo male. Non ho niente da rimproverarmi, le prime fasi dei miei tuffi erano buone, è mancato il finale, ma non potevo fare di più. Ora voglio mettermi a posto fisicamente e lavorare sulla piattaforma: ho capito che è la mia strada, so do poter migliorare molto tecnicamente e con il tempo di inserire in programma una serie di tuffi più competitivi".
La squadra nazionale, gli atleti Noemi Batki, Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, che hanno conquistato tre ori ed un bronzo agli Europei di Torino, la Federazione Italiana Nuoto e il Presidente Paolo Barelli dedicano le medaglie conquistate al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia che si celebrerà il prossimo 17 marzo.

domenica 13 marzo 2011

Rubrica: I miti

Michael "Cannibal" Phelps


Michael Phelps, soprannominato "il cannibale di Baltimora" o "lo squalo di Baltimora", fece la sua comparsa in campo internazionale alle Olimpiadi di Sydney del 2000, dove a soli 15 anni fu il più giovane nuotatore statunitense a prendere parte ai Giochi Olimpici fin dal 1932. Anche se in quell'occasione non vinse nessuna medaglia solo 5° nella finale dei 200 farfalla, iniziò subito dopo a raccogliere successi in ambito internazionale. Cinque mesi dopo ai campionati statunitensi diFort Lauderdale Phelps batté il record del mondo dei 200m farfalla con 1'54"92, e lo migliorò ulteriormente nel 2001 ai Campionati mondiali di Fukuoka (Giappone) (1'54"58). Ai campionati nazionali statunitensi del 2002 di Fort Lauderdale, Phelps ottenne il record del mondo nei 400m misti(4'11"09) e quello nazionale nei 100m farfalla e nei 200m misti.
Nel 2003 Phelps migliorò il proprio record sui 400m misti e nel mese di giugno ottenne anche quello dei 200m misti (1'57"94). Ai campionati del mondo di Barcellona Phelps migliorò ancora il primato dei 400m misti con 4'09"09, mentre nei 200m misti ottenne il record prima in semifinale (1'57"52) e poi in finale con 1'56"04. Nei 100m delfino stabilì con 51"47 il record del mondo in semifinale ma in finale fu sconfitto da Crocker che si impadronì del record. Nei 200m delfino migliorò il tempo di Fukuoka in semifinale con 1'53"93 e poi in finale si confermò campione del mondo. Vinse inoltre l'argento nella 4x200m stile libero. Subito dopo i campionati, nel Maryland, ottenne il primato nazionale nei 200m sl (1'45"99) e nei 400m sl. Nei 200m misti scese sotto l' 1'56 con 1'55"94. Il 7 luglio 2004 Phelps ritoccò nuovamente il suo record sui 400m misti (4'08"41) durante le selezioni olimpiche americane per Atene 2004. Detiene anche il record mondiale delle 200 yards, ottenuto il 4 marzo 2005 ad Austin con il tempo di 1'32"08.
Ai campionati mondiali del 2005, a Montréal (QuébecCanada) vinse altri 4 titoli: due individuali (200m stile libero e 200m misti) e due grazie alle staffette di stile libero (100m e 200m). Arrivò invece solo settimo con 48"99 nei 100m sl. Nei 200 sl vinse in 1'45"20 migliorando per la quarta volta il record nazionale, nella 4x200m sl gli U.S.A. vinsero in 7'06"58 e nella 4x100m sl ottennero il record dei campionati con 3'13"77. Nei 100m delfino Phelps nuotò un non eccezionale 51"65 arrivando secondo dietro Crocker.
Ai PanPacifici del 2006 a Victoria, Phelps vinse i 400m misti, i 200m delfino con record del mondo portato a 1'53"80, i 200m misti con 1'55"84(record del mondo) ed i 200m sl. Nelle staffette ottenne ottimi tempi: nella 4x200m sl gli Stati Uniti arrivarono vicini al record del mondo vincendo in 7'05"28, nella 4x100m sl invece ottennero il primato con 3'12"46.
Ai mondiali di nuoto di Melbourne del 2007 Phelps stabilisce cinque primati mondiali in una settimana di gare: nuota i 200m stile libero in 1'43"86, demolendo il precedente primato stabilito da Ian Thorpe, i 200m farfalla in 1'52"09, i 200m misti in 1'54"98, la 4x200m stile libero in 7'03"24 con 1'45"36 in prima frazione ed i 400m misti in 4'06"22. Altre due medaglie d'oro giungono dai 100m farfalla nuotati in 50"77 e dalla staffetta 4x100m stile libero (nuotati in 3'12"72, nuovo record dei campionati con 48"42 in prima frazione) per un numero complessivo di sette medaglie d'oro conquistate. L'obiettivo dichiarato delle otto medaglie d'oro sfuma a causa della squalifica della staffetta americana nella 4x100m misti, avvenuta nella batteria di qualificazione per una partenza anticipata di Ian Crocker.
Ai campionati mondiali del 2009, a Roma (Italia) conquista 5 ori ed un argento. Vince la 4x100 stile libero in 3'09"21 nuotando 47"78 in prima frazione, la 4x200 in 6'58"55 (un centesimo meglio di Pechino) con 1'44"49 in prima frazionee la 4x100 mista in 3'27"38 (record del mondo) facendo il vuoto a delfino. Nei 200 stile Phelps dopo 4 anni viene sconfitto da Paul Biedermann, che vince in 1'42"00 e sottrae il record a Phelps, che arriva secondo con 1'43"22. Si riscatta nei 200m farfalla migliorando il già suo precedente record del mondo nuotando in 1'51"51, mentre nei 100m farfalla si ripropone la sfida contro Čavić, già vista alle Olimpiadi di Pechino 2008, che vede nuovamente vincitore Phelps dopo una memorabile rimonta fermando il tempo al nuovo primato mondiale in 49"82.
Phelps ha recentemente fatto sapere, durante un convegno sullo sport e lo sviluppo sociale tenutosi a Riyad, che intende ritirarsi dall'attività agonistica dopo le Olimpiadi di Londra 2012 per potersi dedicare ad una "vita più facile".
Per finire vi lascio il link del video di una delle sue gare più belle nei mondiali di Roma 2009...hope you like it

Katrin

giovedì 10 marzo 2011

Cultura e Coscienza

I cetacei nel mediterraneo
Il Mar Mediterraneo rappresenta solo lo 0,8 per cento delle acque di tutto il globo ma raccoglie il 4 ÷ 12% della biodiversità marina totale, possedendo un patrimonio di biodiversità tra i più significativi al mondo: la varietà di ambienti presenti, la posizione centro-mediterranea e la vicinanza con il continente africano, la presenza di grandi e piccole isole, la storia geografica e geologica, hanno fatto sì che si verificassero le condizioni necessarie ad ospitare numeri consistenti di specie animali e vegetali.

Il Mediterraneo, purtroppo, è anche un mare a rischio, soggetto a un’eccezionale perdita di habitat; i Cetacei, ossia le balene e i delfini, sono sicuramente tra le specie che meglio testimoniano lo stato di salute del nostro mare.

Nel bacino del Mediterraneo, delle quasi ottanta specie di Cetacei esistenti, ne sono presenti ventuno tra cui la grande balenottera comune (Balaenoptera physalus), il tursiope (Tursiops truncatus), la stenella striata (Stenella coeuruleoalba), il sempre più raro delfino comune (Delphinus delphis) oltre al capodoglio (Physeter macrocephalus).

Di queste ventuno specie, otto solamente sono regolarmente avvistate nei nostri mari; sono spesso abituali e abbastanza comuni, annoverano popolazioni avvistabili in tutte le stagioni ed è quindi assodato che siano residenti di questo mare, nel quale si alimentano e si riproducono.

Balene e delfini sono maggiormente presenti nelle zone occidentali e centrali del bacino e invece più rari nella zona orientale e nel mar Nero.

Il bacino chiuso del Mediterraneo rappresenta quindi un habitat favorevole per i cetacei: essi occupano i livelli più alti della piramide alimentare, ma sono particolarmente vulnerabili a svariate minacce derivanti per lo più dalle attività umane.

Se infatti in mare i Cetacei hanno pochi nemici naturali, sono numerosi i rischi provocati dalle attività umane.

I fattori di minaccia per i Cetacei:

Degrado dell’habitat
La pressione di un turismo in aumento vertiginoso, l’urbanizzazione eccessiva, l’elevato traffico di idrocarburi, il global change, costituiscono un grave pericolo per la sopravvivenza di questo mare e lo rendono meno adatto ad ospitare specie sensibili come i Cetacei. L’inquinamento dovuto agli scarichi urbani può innescare fenomeni di eutrofizzazione, così come gli eccessi di nutrienti (fosforo e azoto provenienti dall’agricoltura e dai detersivi) possono provocare esplosioni demografiche di alghe pericolose o tossiche.

L’inquinamento chimico
Legato allo sviluppo industriale, l’inquinamento chimico è sicuramente tra le principali minacce ai Cetacei. La densità del catrame pelagico riscontrata nel Mediterraneo, con una media di 38 mg/metro cubo, è la più alta del mondo. Alcuni tipi di sostanze chimiche tossiche provenienti da attività umane, come il mercurio, i PCB, i DDT, tendono ad accumularsi e a concentrarsi all’interno della catena alimentare, diventando pericolosi per i consumatori finali, come gli uomini e i Cetacei.

Catture accidentali (Bycatch)
Uomini e Cetacei utilizzano il mare per procurarsi il cibo e possono entrare in competizione con effetti negativi sia per l’economia ittica che per gli animali; alcune specie come il tursiope, la stenella, il grampo, il capodoglio e il delfino comune, si avvicinano occasionalmente alle attrezzature da pesca, interagendo più spesso con alcune, sottraendo il pesce dalle reti, causando buchi e strappi e, in alcuni casi, possono rimanerne intrappolati. L’attrezzo più pericoloso da questo punto di vista è la rete pelagica derivante, la spadara, messa al bando dalla Commissione Europea dal 2002 e dal 2005 in tutto il Mediterraneo, ma ancora utilizzata illegalmente. Altre interazioni possono avvenire con le reti da posta fisse, più raramente con le reti a strascico, con quelle a circuizione, con le lenze e i palangari. Si stima che ogni anno muoiono nelle reti da pesca mondiali circa 300.000 esemplari di Cetacei, ben 1.000 al giorno. Nonostante il divieto dell’UE, solo nel 2005 la Guardia Costiera Italiana ha sequestrato ben 800 km di reti spadare seguiti dai 600 Km del 2006. Nel mar mediterraneo gli scienziati hanno stimato un numero di uccisioni di 8.000 cetacei all’anno negli attrezzi da pesca.

L’inquinamento acustico
Prodotto dalle numerose imbarcazioni, oltre che dalle attività militari e costiere, interferisce con il biosonar dei Cetacei e con il loro sensibilissimo udito e può essere causa di stress oltre che di interferenza con le attività di ricerca del cibo e di riproduzione.

Collisioni con imbarcazioni
La maggiore problematicità si registra nel periodo estivo, quando oltre all’aumento dei traffici si registra un’alta concentrazione di cetacei che attratti dall’eccezionale abbondanza di plancton rischiano la collisione con le imbarcazioni presenti nel bacino. La mortalità da collisione dei cetacei nel Mediterraneo si attesta tra il 16% e il 19,9%, stima che sembra essere in continuo aumento.

Il bacino del Mediterraneo subisce inoltre uno stress fortissimo derivante dallo straordinario livello di concentrazione dei traffici marittimi ovvero il 30% dei traffici marittimi mondiali e il 25% degli idrocarburi del globo, percentuale peraltro destinata ad aumentare.



Per concludere vorrei solo aggiungere la vita è una cosa meravigliosa e speciale e qualsiasi forma di vita andrebbe tutelata ed aiutata.







Katrin

Inaugurazione Rubrica: I miti


Ian "Torphedo" Thorpe

Ian James Thorpe (Sydney13 ottobre 1982) è un nuotatore australiano, specializzato nello stile libero. Soprannominato Thorpedo, vinse ai Giochi olimpici cinque medaglie d'oro, record assoluto per lo sport australiano, e due d'argento. Nel 2001 divenne il primo sportivo a ottenere sei medaglie d'oro in un Campionato del mondo; più in generale conseguì undici ori in tale competizione, secondo numero più alto nella storia del nuoto. Fu premiato per quattro volte dalla rivista specializzata Swimming World Magazine quale World Swimmer of the Year e venne riconosciuto «nuotatore dell'anno in Australia» dal 1999 al 2003. I suoi risultati sportivi lo resero uno dei più popolari atleti nel proprio paese natale.
All'età di 14 anni divenne il più giovane atleta uomo ad aver mai rappresentato l'Australia in una competizione sportiva e, due anni più tardi, la vittoria nei 400 metri stile libero ai Mondiali di Perth fece di lui il più precoce campione del mondo individuale di sesso maschile. Dopo il suddetto successo si affermò nella specialità 400 stile libero, imponendosi in ogni evento sino al 2004: dalle Olimpiadi ai Mondiali, dai Giochi del Commonwealth ai Giochi PanPacifici.
Intenzionato a presenziare ai Giochi del Commonwealth di Melbourne (2006), all'indomani delle Olimpiadi di Atene dichiarò di voler restare per un anno lontano dalle piscine; i progetti dell'australiano saltarono causa malattia e i tentativi di recupero furono celermente interrotti, con l'annuncio del ritiro dalle competizioni agonistiche che arrivò nel novembre 2006.

Forse peccando di presunzione egli annuncio di ritirarsi dal nuoto perchè aveva già vinto tutto ma nel 2011 i suoi fan lo aspettano ai mondiali a Shangai pronto ancora a lasciare tutti a bocca aperta.
Nel frattempo vi lascio con questo video tributo
al prossimo post
hope you like it 
Katrin


mercoledì 9 marzo 2011

è nato un blog...

Prima domanda: Perchè ho fatto un blog?...forse perchè così ho un posto dove condividere i miei pensieri?..o forse perchè non sapevo cosa fare oggi pomeriggio..o forse soltanto per passare l'esame di informatica...fattostà che oramai è nato il mio blog e, dato che ognuno può parlare di ciò che vuole, lo vorrei legare allo sport più bello del mondo (secondo il mio modesto parere che non vale niente) : il nuoto. Mi piacerebbe sapere cosa voi ne pensate di questa attività sportiva e magari riuscirò a trovare qualche altro appassionato tra i miei lettori (ammesso che ce ne siano) . buona serata a risentirci !! 
Hope you like my blog ^^